AVVENTO

Prima Domenica

In ogni cosa vi è una conclusione. La conclusione delle conclusioni forse è quell’attimo prima di spirare. Ora non sappiamo razionalmente cosa ci sia oltre quel limite per ognuno di noi. La fede, come cattolico, mi dice che tutto è una preparazione per l’incontro con il mio Signore. Una cosa è certa che quell’attimo prima è per tutti, credenti e non, è la conclusione di un cammino, e volgeremo lo sguardo indietro e ci accorgeremo quanto strada abbiamo fatto, ma soprattutto dove ci ha portati, saremo di nuovo nudi e vestiti della persona che ci siamo cuciti addosso. Ora questo nuovo abito ci dobbiamo augurare che sia quello giusto per l’invito finale. Pertanto capisco che può essere comodo lasciare perdere ogni cosa e vivere nel proprio ozio con i propri vizi, ma non sappiamo, nessuno di noi, l’ora di quell’attimo, quando dopo, il pentimento non sarà più possibile.

Seconda Domenica

Preparare la strada affinché ci permetta la processione, quando nell’esodo del ritorno del Re, mandato in esilio, con le menti del popolo non riguarda solo il deserto geografico, né solo un fattore politico ma soprattutto fare pulizia interiore, dove è diventato un letamaio ricolmo di falsi pentimenti.

Terza Domenica

Qual è il vero senso del Natale? E’ la rivelazione di Dio al Mondo. Scoprire i piani del Creatore di rendere eterni le sue creature e incorruttibile le loro nature decomponibili. L’Eterno per questo motivo si fa Uomo e Dio in una Terza Persona: il Figlio, Cristo, il Verbo Eterno. Perché non vi è alcuna cosa che viene da Dio che sia sofferenza, ma solo gioia; e quando sembra tale in realtà è autentica gioia, come il Cristo in Croce, unico portale per giungere all’Unica Verità, dove ogni verità cede.

Quarta Domenica

Maria, prescelta da Dio, Figlia di Sion, ha risposto SI! Nel suo libero arbitrio poteva anche rispondere NO! E forse avremmo ancora aspettato il Cristo. Ora sta ad ognuno di noi, nella nostra condizione di uomini liberi, rispondere a Cristo: SI! Ma questo SI! Deve essere forte, pieno e consapevole, senza remore. Allora dopo possiamo rivolgerci al Signore. Senza questo SI personale, individuale non sarà natale ma solo una festa del nuovo paganesimo: il consumismo.

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